In occasione del prossimo match dei canarini in casa della Feralpisalò, abbiamo intervistato un doppio ex della sfida che conosce molto bene le due realtà

In esclusiva ai nostri microfoni, riportate di seguito, le dichiarazioni dell’ex punta centrale di Modena e Feralpisalò, Davide Luppi.

408 presenze coronate da 68 gol e 25 assist, tra Serie D, Serie C, Coppa Italia e Serie B, una carriera longeva ed ora un’esperienza dettata dal cuore alla Correggese, sei soddisfatto del tuo operato?

“Diciamo che sicuramente ci sono stati frangenti in cui le cose sarebbero potute andare meglio e avrei potuto fare scelte diverse, magari migliorando la mia carriera, ma tutti facciamo degli errori. Non potrei mai sapere come sarebbe potuta andare facendo scelte diverse, ma magari usando un po’ di più la ragione e il cuore poteva essere diversa (la carriera ndr).

Di certo gli infortuni non mi hanno aiutato, sono stato rallentato da diversi fattori che non mi hanno permesso di essere continuo. Ritrovandomi adesso a 33 anni facendo una scelta come la mia, non me lo sarei aspettato, però tutto sommato delle piccole grandi soddisfazioni me le sono tolte”.

Cosa ricordi degli anni trascorsi a Modena, specialmente dopo il primo anno in cui hai incontrato diverse difficoltà?

“Venendo dalla Serie D sono stato preso come il giovane di turno che doveva dimostrare e non ero una prima scelta, ma ero uno che doveva far vedere che poteva stare in quella categoria (Serie B, ndr) e Novellino non è che mi abbia aiutato molto a gestirmi meglio, nonostante io, in quell’anno, abbia totalizzato 17 presenze ma sostanzialmente in un ruolo non proprio mio.

Sta di fatto a gennaio ho dovuto fare una scelta diversa, ovvero quella di andare alla Pro Vercelli, per trovare un po’ più di serenità e spazio”.

Nonostante le difficoltà del primo anno, hai conosciuto persone e compagni del calibro di Ivan Provedel, ora titolare della Lazio e Carlo Pinsoglio, storico terzo portiere della Juventus, sei ancora in contatto con loro, che tipo di persone sono?

“Con Pinsoglio oltre ad avere avuto un’esperienza in Serie C col Viareggio e quindi un rapporto di amicizia, ogni tanto lo continuo a sentire e ho mantenuto un ottimo rapporto.

Con Provedel purtroppo, oltre ad averci giocato insieme solo un anno al Modena, non ho mantenuto grossi rapporti, però la sua parentesi a Modena non è stata del tutto positiva, perché il potenziale lo si vedeva ma probabilmente non era ancora pronto per vivere certe esperienze, ma ha poi dimostrato negli anni di poter ambire a determinate categorie”.

Invece bomber Granoche come lo descriveresti?

“Pablo è un giocatore che in Serie B credo sia stato uno dei migliori attaccanti che abbia militato in questa categoria. Ci ho giocato insieme quando lui aveva un’età sopra i 30 anni, era già maturato e completo, in aria si faceva sentire, aveva un suo peso specifico, aveva caratteristiche diverse dalle mie, ma che ha dimostrato davvero tanto, quindi credo ci sia poco da parlare su Pablo”.

Hai qualche rimpianto, magari quello di non essere riuscito ad assaporare i campi di Serie A?

“Si è un rimpianto. Purtroppo ho avuto la possibilità solo di sfiorarla con l’Hellas Verona”.

Nella tua carriera hai avuto la possibilità di viaggiare tanto e conoscere moltissimi calciatori, ma qual è l’esperienza più bella che ti porti dentro?

“Tralasciando il discorso del viaggiare, sicuramente un’esperienza positiva a livello personale è stata quella di Verona, mi ha permesso di approcciarmi a un calcio e a una realtà di altissimo livello, anche se era in Serie B c’era uno stadio e un contorno e dinamiche da Serie A.

Tutto ciò mi ha permesso di conoscere profili di giocatori di un certo tipo e quindi di conseguenza quella è l’esperienza che ha segnato di più la mia carriera a discapito delle altre, anche se non nego che giocare a Modena è stato un orgoglio, specialmente per me che sono del posto, è una città che merita tanto con un grande pubblico, che ama il calcio.

Le mie esperienze migliori posso dire che sono state quelle di Modena e di Verona”.



Tu hai condiviso la maglia neroverde con l’attuale tecnico del Modena, Paolo Bianco, come lo descriveresti da calciatore e cosa pensi della sua nuova esperienza in Serie B?

“Paolo in quel momento della carriera veniva da un momento non facile e devo dire che, ovviamente, era un professionista, portato per fare il ruolo che sta facendo, con delle idee, con voglia di imparare e applicarsi, non mi stupisce che calchi terreni importanti anche da allenatore. Se si è guadagnato questa opportunità è perché se l’è meritato”.

Dunque pensi che Bianco possa fare bene in questa stagione?

“Questa è la sua prima esperienza vera su una panchina, da primo allenatore, non sarà facile e dovrà crescere anche lui a discapito delle sue esperienze.

E’ partito bene e questo potrebbe agevolarlo nel suo percorso, malgrado le varie difficoltà che potrà avere, finché i risultati parlano ha pienamente ragione”.

Parlando di tecnici, tra i tanti allenatori che hai avuto quale tra loro ti ha lasciato il ricordo più bello e quale definiresti il migliore a livello di esperienza?

“E’ molto particolare parlare di questo tipo di aspetti, perché ho avuto allenatori come Eusebio Di Francesco, che non mi ha mai concesso un minuto in campo, ma mi ha fatto sentire sempre partecipe e dentro al gruppo.

Ho poi avuto allenatori come Novellino, con il quale non c’è stato mai modo di sposare il suo modo di vedere calcio.

Paradossalmente, in Serie D, ho avuto la possibilità di avere tecnici come Massimo Bagatti e come Stefano Vecchi, alla Feralpisalò, con entrambi che hanno proposto idee e pensieri calcistici che in qualche modo rispecchiavano il mio modo di vedere il calcio. Anche Venturato, del Cittadella, per me è un bravissimo allenatore.

Ogni allenatore nel suo piccolo mi ha insegnato qualcosa, però devo essere sincero, l’unico con cui ho mantenuto un rapporto affettivo, extra-calcistico, è Massimo Bagatti”.

Citando il tuo passato, cosa puoi dire di quell’anno trascorso con la maglia della Feralpisalò?

“Fino a gennaio ero partito molto bene, ero il miglior marcatore della squadra, poi purtroppo ho avuto un calo fisico, dovuto anche al problema al menisco esterno verso la fine della stagione, che non ho potuto concludere al meglio.

A Marzo di quell’anno avrei dovuto rinnovare il contratto, ma per vari motivi extra-campo, io e altri calciatori non l’abbiamo fatto, in aggiunta mi sono dovuto operare e la società ha deciso di non rinnovarmi.

Però la reputo una bella realtà, ho avuto modo di giocare con giocatori di livello e sono contento dell’esperienza perché sono finito in un ambiente molto sano”.

Possiamo dire che senza infortuni la tua carriera sarebbe potuta svoltare in una direzione differente?

“L’unico pallino che rimpiango, anche se non sono stato obbligato, è quello di aver accettato nell’apice della mia carriera una proposta, seppur allettante, dell’Entella.

A Verona avevano adottato una politica giovanile, io cominciavo ad avere 27 anni e la società ha preferito puntare su ragazzi di 22/23 anni.

All’Entella si sono susseguiti diversi problemi, tra cui quello al cuore, questo ha scatenato un sintomo di diffidenza nei miei confronti per i problemi fisici che avevo, anche perché in quel periodo era venuto a mancare Astori per lo stesso motivo.

Un insieme di cose che mi hanno fatto ripartire a 30 anni dalla Serie C, ricostruendomi la carriera, quando fino a 6 mesi prima ero definito un giocatore top quantomeno in Serie B. E’ stato duro da accettare, ma la continuità in questo sport fa la differenza e io purtroppo negli ultimi anni ne ho avuta molta poca”.

Venendo al match di sabato, tu sei un doppio ex della sfida, come commenti l’inizio di stagione, diverso, di Modena e Feralpisalò?

“Mi aspetto una partita dove la Feralpisalò cerchi il riscatto. Non sarà un match facile per il Modena, perché i padroni di casa hanno ottenuto troppi risultati negativi e la gara contro i canarini sarà vissuta come se fosse un’ultima spiaggia.

Il Modena viene da un filotto di vittorie ed un momento molto positivo, deve avere la capacità e la maturità di viver la partita come se fosse veramente la prima in assoluto, non dando atto a quanto fatto fino a questo momento, perché queste sono le partite più complicate, quando le squadre non possono sbagliare, come nel caso della Feralpisalò.

Le motivazioni e l’atteggiamento, di come il Modena andrà ad affrontare la gara, farà la differenza”.

Per concludere, i risultati ottenuti dalle due squadre sono stati caratterizzati dalla fase realizzativa, tu sei un attaccante di natura, chi credi possa decidere il match?

“Mi fai una domanda complicata (ride ndr). Gli attaccanti della Feralpisalò non sono gli ultimi arrivati, come Lamantia, ma a livello di esperienza e maturità, il livello del Modena è superiore.

Dovendo sbattagliare per ottenere i 3 punti, nella Feralpi potrebbe segnare chiunque, nel Modena che si è dimostrato più organizzato e compatto, il discorso attaccanti è più facile da definire e direi Strizzolo, che è in un momento di forma importante ed è quel giocatore che potrebbe spostare gli equilibri”.

E Tremolada, data la sua probabile titolarità, potrebbe rivelarsi decisivo ai fini del risultato?

“E’ un giocatore con il quale ho avuto il piacere di allenarmi. Ha caratteristiche chiaramente diverse da Strizzolo, perché ha la capacità di creare gioco e inventare la giocata, i due si completano a vicenda, credo che se sarà in forma potrà essere decisivo per l’andamento della gara”.

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