Granoche

Per augurarvi buon anno abbiamo intervistato l’ex canarino Pablo “El Diablo” Granoche che ha parlato del Modena di adesso, delle stagione vissute da lui in gialloblù, del famoso rigore che gli lasciò Babacar, dell’ex compagno Renzetti e tanto altro…

“Ora sono il vice allenatore di Allegretti, un altro ex del Modena. Abbiamo giocato insieme a Trieste e la nostra amicizia dura da tanto. Purtroppo ci alleniamo quando il Modena gioca, ma prima o poi mi piacerebbe tornare al ‘Braglia’ a vedere i canarini”

“Sto seguendo il Modena, è sempre una piazza che ricordo con tanto affetto. E’ tra i primi risultati che guardo e sono contento che sia tornato dove merita. Già si vede dallo stadio che è una piazza carica e mi auguro che raggiunga i propri obiettivi. I giocatori sentono gli umori dell’ambiente. Il ‘Braglia’ dà una grande mano, è uno stadio importante, stimolate, è veramente bello giocarci”

“Ora il Modena non ha un bomber da 20 gol, ma tanti giocatori importanti che danno il contributo e questa è la cosa più importante: il sacrificio degli attaccanti. Preferisco vedere segnare un po’ tutti e vedere i giocatori che si mettono a disposizione del mister. Quando io sono arrivato capocannoniere, ci siamo salvati poi ai play out: avere un bomber non significa raggiugnere gli obiettivi”.

Renzetti? Ho giocato con lui a Padova, è un ragazzo molto responsabile e serio. Già questo è un grande vantaggio. Poi si mette sempre a disposizione della squadra e ha tanta esperienza in Serie B. Inoltre ha un mancino importante. Mi ricordo che quando arrivavano i suoi cross erano sempre palloni belli. Non vedevo l’ora che arrivasse un cross dalla sinistra. Sono sicuro che darà il suo contributo”.

“L’aspetto psicologico è molto importante per i giocatori, specialmente per gli attaccanti. Il rigore che mi ha lasciato Babacar è stato fondamentale per riprendere confidenza col gol in un momento difficile. Non si può sapere se sarebbe andata comunque così, ma dopo quel rigore ho ricominciato a segnare con continuità. Mi ha dato grande fiducia. I piccoli gesti nei confronti dei compagni servono. Mi è successa la stessa cosa a Trieste quando un compagno mi ha chiesto di poter tirare un rigore e ho pensato a Billy (Babacar ndr). Lo ringrazio per avermi aiutato a esprimermi al meglio”.



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